Come ti sei avvicinata alla fotografia? Facevi altro prima?

Sono cresciuta con un padre amante dell’arte.
Provate ad immaginare di svegliarvi una mattina e di avere le pareti della vostra casa completamente ricoperte di quadri, una di quelle situazioni in cui o ti innamori di quello che hai intorno o ti senti soffocare.
Fin da bambina ho sviluppato una forte predisposizione al disegno, fino a conseguire gli studi all’Istituto d’Arte di Reggio Emilia.
Il mio percorso nel mondo artistico era appena iniziato e a vent’anni dipinsi i miei primi quadri e a scattai le prime fotografie con una Minolta analogica.
Ho affiancato la pittura e la fotografia per anni, era come se non riuscissi a prendere una strada ben definita fino a quando, “a causa” del mio carattere molto istintivo e diretto mi sono dedicata esclusivamente alla fotografia come passione.
Ho sempre avuto un lavoro per poter mantenere me e mio figlio, solo nel 2015 ho preso la decisione che ha cambiato la mia vita: avevo iniziato a fare qualche matrimonio, all’inizio era tutta una scoperta, era un ambiente del tutto sconosciuto e volevo darmi la possibilità di capire se ero in grado di gestire una giornata così importante.
Per un anno ho mantenuto il mio lavoro e facevo qualche servizio nei weekend liberi, fino a quando mi trovai ad un bivio: o continuavo a vivere con uno stipendio sicuro rinunciando alla fotografia, o facevo della fotografia il mio lavoro prendendomi ogni rischio.
Ho scelto la strada più incerta, ma l’unica che in quel momento mi rendeva completa.
La fotografia è ancora oggi la mia passione più grande ed il mio unico lavoro che è concentrato principalmente sui servizi di matrimonio.
Oggi ho l’onore di far parte di due importanti associazioni di fotografi matrimonialisti con le quali ho la possibilità di crescere a livello personale e di confrontarmi con bravissimi professionisti.

 

 

Chi ha ispirato la tua fotografia? Chi sono i tuoi fotografi di riferimento?

Sono legata a fotografi come Francesca Woodman, Michael Ackerman, Diane Arbus, Daido Moriyama, Vivian Maier, Sally Mann, Alain Laboile.

 

Cosa consiglieresti a chi deve scegliere un fotografo per il proprio matrimonio?

Consiglio di non scegliere un fotografo solo perché è famoso o perché, altro caso sempre più diffuso, costa poco.
Scegliete IL fotografo, perché vedendo quello che fa capite che sarà il vostro fotografo, sarà chi fermerà il tempo nel giorno delle vostre nozze, sarà chi riuscirà ad entrare in punta di piedi nelle vostre vite e a seguirvi passo dopo passo.
Non è solo il lavoro del fotografo che lo distingue dagli altri, ma anche la sua persona, il suo modo di fare, la sua umanità e la sua professionalità.
La fotografia resta per sempre.

 

 

Che cos’è un wedding reportage e perché lo preferisci alle classiche(e un po’ datate)foto in posa?

Credo che la parola “wedding reportage” sia usata un po’ troppo da tutti per definire uno stile che si distacca completamente dal genere classico.
Però credo ci sia da precisare una cosa molto importante che resta comunque il mio punto di vista: il vero reportage, quello estremo in cui si lavora in assoluta libertà, senza programmare nulla, non è realizzabile per tutta la durata di un matrimonio., a meno che non sia una coppia a richiederlo.
Ci sono situazioni che vanno gestite, l’esempio più banale sono le sessioni di coppia o le foto di famiglia che non possono mancare.
Sicuramente se un fotografo lavorasse solo ed esclusivamente utilizzando il reportage, il cliente non sarebbe contento, quindi credo sia giusto unire e fondere questo stile con una parentesi di “foto programmate”.
Alle coppie faccio sempre presente questo aspetto chiarendo bene come lavoro: durante il matrimonio, la coppia non deve preoccuparsi di cosa fa il fotografo.
E’ esattamente il contrario per me: sono io che mi preoccupo di quello che mi circonda e di gestirlo al meglio, proprio perché desidero che gli sposi si godano il loro giorno senza pensieri.

 

 

Come instauri la relazione con gli sposi?

Chiedo sempre un incontro per poterci conoscere e per poter visionare il mio lavoro dal vivo, a meno che una coppia non abiti veramente lontano.
Per me è fondamentale creare una certa empatia, perché il giorno del matrimonio è unico e tutte le coppie lo progettano molti mesi prima.
Non riuscirei mai a lavorare bene senza aver instaurato un minimo di rapporto con le persone che devo fotografare in un giorno così speciale.

 

 

Foto o video? O entrambi?

Alle coppie consiglio di affiancare la fotografia al video: sono le uniche due cose che restano per sempre.

A tal proposito, per chi interessato al video, potete dare uno sguardo a www.thirtyfivestudios.com.

 

Quali consigli daresti agli sposi affinchè il loro reportage sia davvero speciale?

Consiglio sempre di essere sé stessi, di godersi il giorno del matrimonio al meglio, senza pensare a niente e cercando di non preoccuparsi dello svolgimento della giornata, anche perché per questo hanno ingaggiato dei professionisti.
Concludo ringraziando Francesco per questa bellissima opportunità.
Per saperne di più su di me potete seguire le mie pagine:

Web Site: www.ilariamarchione.com
IG: https://www.instagram.com/photofficina_creativa/?hl=it
Facebook: https://www.facebook.com/photofficinacreativa/

Info e contatti:
Ilaria Marchione 331.7138090 E-Mail : info@ilariamarchione.com